La Pianificazione finanziaria della Famiglia Mulino Bianco (The Bull Challenge)

Proviamo a risolvere la The Bull Challenge e impostare la pianificazione finanziaria della nostra famiglia immaginaria Mulino Bianco. Grazie per il fiume di proposte che ci avete inviato!

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74. La Pianificazione finanziaria della Famiglia Mulino Bianco (The Bull Challenge)

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Punti Chiave

Pianificazione finanziaria familiare: importanza del budget dettagliato, fondo di emergenza e gestione dei debiti.

Strategie di investimento diversificate (BTP, azionario globale) per obiettivi a breve e lungo termine e fondo pensione.

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Trascrizione Episodio

Bentornati a THE BULL – Il tuo podcast di finanza personale

Oltre 140 idee! Tanti sono stati tra voi quelli che hanno partecipato alla The Bull Challenge e che mi hanno inviato la propria personale proposta di pianificazione finanziaria per la famiglia del Mulino Bianco di cui avevamo parlato nel primo episodio di questo 2024.

Sono stato felicissimo di ricevere i vostri messaggi e allo stesso tempo è stata un’impresa anche solo leggerle tutte, soprattutto perché qualcuno ha messo in campo l’artiglieria pesante e mi ha sparato file Excel di 10 pagine che solo a decifrarli mi è venuta l’emicrania.

Sto pian piano rispondendo a tutti, abbiate pazienza, giuro che ho letto tutte le proposte e un po’ per volta dovrei riuscire a commentarli.

Devo dire che il livello di quello che ho ricevuto è stato mediamente notevole, quindi sono felice di sapere che questo podcast, forse, qualche contenuto lo sta passando.

Poi va beh è arrivato Simone, mi ha picchiato giù una pianificazione che avrebbe messo in difficoltà Paolo Coletti e poi viene fuori che ha un blog di finanza fatto molto bene e che vi raccomando, dal titolo investitorecomune.it.

Devo dire che non lo conoscevo, è molto essenziale ma davvero accurato e poi quando ho letto l’elenco dei libri consigliati, ho alzato la testa verso la mia libreria e il 100% di quei libri era lì a fissarmi, quindi non ho potuto che sentirmi affine al buon Simone.

Quindi investitorecomune.it, vi lascio il link negli shownote dell’episodio.

Detto questo, invece, adesso proveremo a mettere giù assieme un’idea di pianificazione finanziaria per dare una mano a sta famiglia scapestrata che non si è mai posta il problema una sola volta nella vita di mettere mano ai propri sudati danari e provare a far qualcosa di meglio che lasciarli lì a pascolare sul conto corrente a far niente.

Ricordiamo qual era la situazione di partenza.

Abbiamo.

– 2 genitori sulla quarantina e 2 figli di 10 e 14 anni;

– Circa 80.000 € di reddito annuo lordo di coppia, che netto fa circa 4.000 € per 14 mensilità;

– 60.000 € sul conto corrente;

– Casa di proprietà con rata del mutuo da 800 € al mese (non l’avevo specificato, ma chiaramente intendevo a tasso fisso);

– 2 auto, di cui una con ancora 250 € di rata mensile da pagare per ancora 4 anni e maxi rata finale da 5.000 €.

Devo dire, che salvo qualche raro caso, più o meno tutti funzionavano nell’impostazione generale.

Poi ciascuno, per un motivo o per l’altro, aveva qualcosa che a mio modo di vedere poteva essere oggetto di discussione e in alcuni casi avrei optato per altre soluzioni.

Comunque, vediamo un po’ se riusciamo a sistemare la situazione di questi due sciagurati, brava gente ma finanziariamente inabile.

Prima roba da fare, come molti di voi correttamente hanno intuito, è il budget famigliare, ossia capire:

– Quanto guadagnano

– Quanto spendono (e dovranno spendere in futuro) e

– Quanto possono risparmiare.

Ora qui vorrei fare una considerazione che tocca la stragrande maggioranza delle proposte, al che ad un certo punto mi sono chiesto se fossi io che stavo sbagliando.

Poi però mi sono fatto una risata e mi sono ricordato che questa cosa è impossibile e che dunque stavate sbagliando voi.

Nooo, sto scherzando! Però c’è davvero qualche riflessione da fare.

Il tema riguarda quanto diavolo spendono i signori Mulino e Bianco (eh sì, che volete, i due genitori fanno di cognome Mulino e Bianco, podcast mio, i nomi li decido io).

Comunque sarà che io abito a Milano e quindi non escludo di essere condizionato da un bias, però anche se fossi settato su un costo della vita eccessivamente oltre la media Italiana, secondo me la maggior parte di voi è stata fortemente ottimista facendo il budget sulla capacità di risparmio mensile.

Tra un po’ facciamo letteralmente i conti in tasca a sti due, però con 4.000 € netti al mese di reddito, casa, 2 auto e 2 figli, molti hanno stimato un risparmio mensile tra 1.000 e 1.500 €.

Non escludo che sia possibile e che forse in alcune zone d’Italia sia effettivamente una situazione realistica, ma ho come il sospetto che siano state tenute in considerazione solo le spese fisse essenziali, con poco margine per le spese saltuarie che comunque impattano ogni mese, a titolo diverso, sulle finanze famigliari.

Proviamo a fare due conti:

– Mutuo 800 euro;

– Rata dell’auto 250 euro;

– Bollette di luce e gas 200 euro;

– Abbonamento a canali di streaming, cellulare e Wi-Fi 100 euro;

– Spesa mensile per l’auto, comprensiva di benzina, manutenzione, bollo e assicurazione, meno di 500 € al mese in totale per 2 vetture mi sembra difficile;

– Spesa alimentare 750 € (e qua siamo ottimisti);

– Poi vogliamo non considerare 200 € al mese di media per tutto ciò che riguarda la scuola? Libri, abbonamento ai mezzi pubblici, attrezzatura varia, ripetizioni di matematica, gite ecc.?

– Inoltre sti due ragazzi (e magari pure i genitori) faranno un po’ di sport, si spera, quindi altri 200 € al mese tra palestra, calcio, tennis, nuovo e quel che l’è qui non li mettiamo?

– Abbigliamento, 300 € di media no? Vuol dire 75€ a testa al mese, che sono meno di 1.000 ogni anno (basta che uno si compri un piumino imbottito e già buona parte del budget se n’è andato);

– Poi abbiamo le vacanze, ho immaginato 3.000 € all’anno spalmate su 12 mesi;

– A questo ho aggiunto 100 € di spese sanitarie (tra farmaci, esami, magari uno porta gli occhiali o le lenti a contatto e via dicendo);

– Avranno poi 4 smartphone queste 4 persone (sì ormai anche il bambino di 10 anni ha lo smartphone, non prendiamoci in giro). Volete che almeno una volta ogni 4 anni non vengano cambiati? Quindi uno ogni anno va via. Aggiungiamo altre spese per prodotti di elettronica vari (air pods, pc, tv), insomma 100 € al mese a budget minimo bisogna metterli.

– Infine 300 € di spese extra mi sembrano un buffer necessario (andranno ogni tanto al ristorante, magari alla domenica sera ordinano 4 pizze, faranno ogni tanto un weekend via, andranno al cinema, ci sarà un parente che si sposa a cui bisogna fare il regalo, insomma le incognite della vita sono diverse).

Poi magari la vostra esperienza è diversa ma tutto sommato mi sembra che la vita di queste persone sia piuttosto sobria.

Come vedete non ci sono le sigarette, non è gente che fa tre aperitivi a settimana, non va alle Maldive a Natale, i ragazzi non vanno all’esclusiva scuola bilingue americana che costa un rene al mese, insomma, una famiglia abbastanza normale con un reddito appena sopra la media nazionale.

Eppure, se sommate tutte le spese che ho messo a budget, praticamente se ne vanno tutti i 4.000 € ogni mese.

Fortunatamente ci sono la tredicesima e la quattordicesima, quindi con questi 8.000 € che avanzano, i due dovrebbero riuscire ad avere circa 600 € al mese da investire.

Quindi, insomma, sono felice se la vostra situazione media è più economica e riuscite a vivere bene con meno, ma per come è impostata la vita di questa famiglia immaginaria, secondo me per stare sereni — e permettere loro di vivere una vita senza troppe rinunce — più di 600-700€ € al mese di risparmio sono difficili da preventivare.

Prima di proseguire, però, dato che il ragionamento appena fatto mi serve l’assist su un piatto d’argento, permettetemi di ricordarvi che un modo per fare un po’ di taglia e cuci sulle spese di casa, come quelle per luce e gas, internet e cellulare è fare un salto sul sito di Switcho, caricare una foto delle ultime bollette o inserire 4 dati in croce per quanto riguarda l’abbonamento per il wi-fi e per lo smartphone che abbiamo e massimo due giorni dopo avrete belle impacchettate le offerte migliori sul mercato per cambiare operatore e risparmiare fino a qualche centinaia di euro all’anno.

Chi mi segue su Instagram sa che qualche mese fa avevo postato lo screenshot del mio cambio di fornitore di luce e gas con un risparmio stimato di oltre 250 € all’anno.

Tempo per fare tutta la procedura lato mio? Direi 60 secondi per caricare le bollette e 2-3 minuti per inserire qualche informazione aggiuntiva per attivare il nuovo fornitore.

Per il resto ha fatto tutto Switcho e manco mi sono accorto che ad un certo punto hanno cominciato ad arrivarmi a casa le bollette — più basse — del nuovo fornitore.

Se tutto ciò vi interessa, vi lascio un link negli shownote dell’episodio, utilizzando il quale avrete pure un buono Amazon da 10 €, così per il disturbo di aver investito 3 minuti del vostro tempo.

Ah, dimenticavo tre cose importanti.

UNO: Switcho è gratis. A voi non costerà un centesimo cambiare fornitori tramite loro.

DUE: Se avete già la tariffa migliore sul mercato, Switcho vi dirà: “hai già la tariffa migliore sul mercato, ciao” e non ti proporrà nessun cambio.

TRE: questo contenuto è sponsorizzato e se voi usate il link per fare un cambio di fornitore con Switcho, io poi volo in Nebraska a prendere per il culo Warren Buffett dandogli del povero, grazie alle commissioni che Switcho mi riconoscerà.

In alternativa potete andare direttamente sul sito di Switcho, fare tutto da lì e noi qua si resta a Milano senza ricevere una cippa.

Bene.

Andiamo allora alla pianificazione.

Abbiamo capito che abbiamo:

– Circa 600 € al mese di risparmio;

– 60.000 € sul conto;

– 250 € di rata dell’auto da pagare e

– 5.000 € di maxirata finale tra 4 anni che incombono come una spada di Damocle sulla nostra testa.

Molti di voi giustamente hanno anche ipotizzato che il figlio/la figlia di 14 anni tra 5 potrebbe andare all’Università e quello/quella di 10, beh, pure lui o lei tra 9 anni potrebbe voler fare lo stesso.

Correttamente inoltre molti di voi hanno considerato il fatto che:

– È vero che il reddito dei due genitori potrebbe aumentare nel tempo (glie lo auguriamo tutti);

– Ma è anche vero che un 3% di inflazione all’anno non ce lo toglie nessuno.

Pertanto, pari e patta, teniamo tutto fermo e diciamo che l’aumento del reddito compenserà l’aumento dell’inflazione, altrimenti l’esercizio si fa troppo complesso.

Auguriamo invece ai signori Mulino e Bianco di battere il ritmo dell’inflazione e di diventare sempre più ricchi.

Detto questo, io farei così ma per nessun motivo nell’universo dovete considerare quanto sto per dire come una qualche forma di raccomandazione o consulenza finanziaria.

È solo un esempio, prendetene ciò che reputate sensato e fate poi le vostre scelte in maniera indipenente.

CONTO CORRENTE.

Qua un paio di conti io li aprirei, forse tre sarebbe meglio.

Direi uno intestato a Mulino, uno a Bianco e uno cointestato.

Meglio non averli tutti cointestati perché se uno dei due diventa inabile o tira le cuoia, eh, è un casino per l’altro perché subentrano gli eredi, se sono minorenni serve il giudice, insomma un macello.

Sul conto direi che per sicurezza terrei almeno l’equivalente di un paio di mesi di spese, quindi 8.000 € in totale.

Poi

FONDO DI EMERGENZA: qui qualcuno se l’è dimenticato per strada o lo ha ficcato dentro il portafoglio di investimento, sotto forma di ETF obbligazionari brevi o ETF monetari.

Non è che non si possa fare sta cosa, però per star tranquilli io una certa riserva liquida, subito disponibile e immune alle oscillazioni dei mercati, me la terrei in un bel conto deposito, soprattutto visti gli interessi che ci sono in giro di questi tempi.

Qua metterei sempre 6 mesi di spese future, quindi se prendiamo per buono che questi spendono 4.000 € al mese, allora 24.000 € glie li facciamo mettere in un conto deposito svincolabile e per esempio scegliamo quello di Illimity che su 36, 48 o 60 mesi dà il 3,8% all’anno.

Io in realtà l’ho fatto qualche mese fa e dava ancora il 5%, oggi in effetti è un po’ sceso.

Però in giro ce ne sono diversi interessanti.

BBVA, Banca Aidexia, Cherry Bank, Banca Ifis e via dicendo.

Cmq non avrete difficoltà a trovare depositi che danno almeno il 3% lordo all’anno senza vincoli.

A questo punto arriva quello che Paolo Coletti chiamerebbe il terzo pilastro, ossia le spese prevedibili a medio termine.

Va beh, la rata dell’auto era troppo facile, l’avete indovinata praticamente tutti e tutti avete avuto più o meno la stessa idea.

Ho 5.000 € da pagare in una data precisa nel futuro, nella fattispecie gennaio 2028?

Benissimo, c’è un bel BTP con scadenza 01 dicembre 2027 che rende il 3,12%.

Metto questi 5.000 € lì e tra 4 anni me ne ritrovo 5.500 netti, pronti per pagare la rata dell’auto e mi avanza pure qualcosa.

Bisognerebbe diversificare tra obbligazioni di diversi emittenti e diverse scadenze?

Oddio, su 5.000 € con scadenza tra 4 anni scarsi, mi sento di dire che sarebbe una precauzione un po’ eccessiva.

Un conto è mettere 100.000 € in un BTP che scade nel 2045.

Ma se parliamo di 5.000 € con una scadenza abbastanza vicina, dovremmo stare abbastanza tranquilli senza complicarci troppo la vita.

Ora qui alcuni di voi hanno fatto una serie di ragionamenti simili sull’Università dei figli.

In alcuni casi sono stati ipotizzati investimenti in obbligazioni singole per 5-10 mila euro a figlio con scadenze prossime alla loro presunta data d’inizio degli studi.

La scelta è molto soggettiva.

Per quanto riguarda il figlio di 14 anni, che tra 5 andrà all’università (sempre ammesso che ci voglia andare naturalmente), magari un investimento obbligazionario con scadenza a 5 anni potrebbe aver senso.

Per quello di 10, invece, che all’università non ci andrà prima di 9 anni, forse iniziare a vincolare sin da oggi una cifra significativa in vista di un utilizzo così lontano nel futuro che magari nemmeno si presenterà perché può essere che questo voglia fare il perito meccanico e poi lavorare (e per inciso troverebbe lavoro nel nanosecondo successivo alla consegna del diploma), dicevo, forse tutto ciò è eccessivo.

Insomma, se prendo delle obbligazioni con scadenza tra 9 anni mi porterei a casa — se parliamo sempre di BTP — un 3,7% di rendimento medio.

9 anni sono però un orizzonte dove comincia ad avere senso un investimento più di tipo azionario.

Se prendiamo l’azionario globale, per esempio, per beccare 9 anni di fila che non avrebbero generato un rendimento positivo dobbiamo includere entrambe le mega crisi dei primi 2000 e del 2008.

Solo se avessi iniziato ad investire tra il 98 e il 2001, 9 anni dopo il mio investimento sarebbe stato ancora leggermente in perdita.

Altrimenti, in qualunque altro anno dei 40 alle nostre spalle avessi investito soldi nell’azionario globale 9 anni dopo sarebbe stato positivo o molto positivo.

La certezza come sempre non c’è la dà nessuno.

È una questione di valutazione del rapporto tra costo e opportunità.

Facciamo un esempio numerico.

Diciamo che voglio mettere 10.000 € in BTP con scadenza dicembre 2032, quini tra 9 anni da oggi.

Nel momento in cui sto scrivendo questo BTP rende il 3,61% all’anno.

Confrontiamolo ora con lo stesso investimento sull’azionario globale e prendiamo una stima conservativa del 5% all’anno, come sarebbe stato per esempio investendo dal 2005 al 2013 e quindi prendendo in mezzo una crisi finanziaria epocale.

Il mio BTP alla fine trasformerebbe i miei 10.000 € in 13.159 € netti.

L’investimento azionario, invece, avrebbe prodotto 13.868 € netti — e stiamo parlando di una stima conservativa con in mezzo una crisi senza precedenti.

Se prendiamo la sua media storica dell’8% siamo quasi a 17.000 € netti.

Se infine ci dice bene come è stato per esempio dal 2013 al 2021, siamo a oltre 23.500 € netti.

Negli ultimi 40 anni, quindi, un investimento di 9 anni nell’azionario globale avrebbe sovraperformato quello in BTP circa il 75% delle volte.

Attenzione che dicendo questo non sto tenendo in considerazione il rendimento del BTP negli anni passati, ma sto tenendo buono questo rendimento del 3,61%. Ci sono stati anni, prima dell’arrivo dell’euro, in cui il nostro titolo di stato è arrivato a rendere anche il 10% e altri, fino al 2021, in cui rendeva poco più di zero.

Torniamo al discorso dell’Università del secondo figlio.

C’è anche un’altra questione da tenere in considerazione in questa situazione immaginaria.

Tra 4 anni avrò finito di pagare la rata dell’auto.

Quindi avrò per i 5 anni successivi un extra risparmio di 250 € al mese, che fa 15.000 €.

A parità di tutte le altre condizioni, ho già qui il mio tesoretto per l’università del secondo marmocchio.

Ad ogni modo, vedete voi, è una questione molto personale, dipende da quanto capitale avete in generale, dalla vostra propensione al rischio e da quanto volete essere conservativi nel lungo termine, sapendo che tanto più sarete conservativi, quanto meno rendimento potrete aspettarvi di conseguire dai vostri investimenti.

In generale, però, sarei assolutamente d’accordo ad allocare risorse per obiettivi specifici attraverso obbligazioni singole per i prossimi 4-5 anni, mentre se andiamo più in là forse prenderei per il momento altre decisioni.

Dipende anche, ovviamente, da come poi costruite il vostro portafoglio di investimento, perché se fate 100% azionario allora è chiaro che tutti gli obiettivi di spesa da qui a 10 anni andrebbero in qualche modo garantiti da investimenti obbligazionari.

Se invece il portafoglio in ETF ha a sua volta sia ETF azionari che obbligazionari, allora il discorso è chiaramente differente.

Prima di parlare del portafoglio, però, fatemi dire una cosa con il mio altro cappello, che non è quello da autore di un podcast di finanza personale, ma di head-hunter.

Praticamente il 100% di voi ha ipotizzato l’Università per i figli dei signori Mulino e Bianco.

Ragionevolissimo ed è anche quello che vorrei io per mia figlia.

Però attenzione che a volte vengono passati messaggi sbagliati sulle scelte educative migliori per i nostri figli, rispetto al tessuto economico di questo paese.

Come avevo già detto in episodi passati, da una parte è vero che in Italia ci sono ancora pochi laureati rispetto alla media dell’Unione Europea ma ci sono ancora meno diplomati in materie professionali di cui l’economia Italiana avrebbe un bisogno devastante.

Quindi, per quanto potete influenzare le scelte dei vostri figli, il mio consiglio è di non settarvi sulla modalità “università a tutti costi”, perché se ciò non rientra nelle aspirazioni di vostro figlio o vostra figlia, rischiate di costringerli a fare qualcosa di cui a loro non interessa nulla, che non agevolerà il loro ingresso nel mondo del lavoro e che invece potrebbe far perdere loro altre opportunità professionali più soddisfacenti.

La Laurea è importante, ma non tutte le Lauree sono un’assicurazione professionale.

Oggi la situazione è diversa da anche solo una quindicina di anni fa.

Il contesto professionale è diventato estremamente competitivo e quindi avere una formazione irrilevante rispetto a quello che il mercato del lavoro richiede può essere un rischio mortale.

Lauree che oggi danno accesso ad un futuro professionale pressoché certo sono:

– In primis Ingegneria, Chimica, Medicina, Informatica, Statistica, altre discipline di natura scientifico-tecnologica o sanitaria (come ad esempio Fisioterapia o Scienze infermieristiche);

– In seconda battuta metterei Economia e forse corsi legati al marketing, purché con un forte orientamento a tematiche digitali;

– In terza battuta direi Giurisprudenza, anche se in Italia c’è un esubero di laureati rispetto alle opportunità realmente disponibili;

– Tutto il resto invece è un tiro di dadi. Lettere, Filosofia, Storia, Scienze della comunicazione, Lingue, Scienze Politiche e via dicendo danno sicuramente contenuti culturalmente molto validi ma il rischio è che non siano in grado di fornire alcuna preparazione specifica rilevante per il mercato del lavoro.

Come noto l’Italia ha una fortissima vocazione manifatturiera.

Esistono quindi centinaia di professioni tecniche di cui l’Italia avrebbe un bisogno vitale per sostenere i propri livelli produttivi e che non sa dove trovare.

Periti tecnici meccanici, elettrici, elettronici e informatici oggi trovano lavoro prima ancora di fare la maturità.

Ma anche le stesse scuole di formazione professionale, da cui escono elettricisti, idraulici, meccanici e via dicendo sono una strada quasi sicura per il mondo del lavoro.

Insomma, di esempi se ne potrebbero fare un’infinità.

Il punto è: la scelta della formazione dei vostri figli è un’occasione che avete una sola volta nella vita.

Fatela con raziocinio e tenendo in considerazione sia la loro aspirazione, sia ciò che il mercato del lavoro richiede.

L’Italia è un paese in cui c’è un sacco di lavoro, contrariamente a quel che si pensa.

Il problema è il grave mismatch tra l’offerta di lavoro e la disponibilità di competenze richieste, con il risultato che abbiamo molti giovani disoccupati e molte posizioni professionali che restano vacanti perché non ci sono abbastanza professionisti per ricoprirle.

Che è un peccato in effetti.

Chiusa questa parentesi, torniamo alla nostra pianificazione finanziaria.

Dicevamo, come gestiamo le spese di medio termine e quindi di conseguenza l’allocazione del portafoglio.

Al netto dell’obbligazione singola per i 5.000 € di maxi rata finale su cui tutti siamo d’accordo, per il resto avrei due idee di massima.

IDEA UNO:

Tutto quello mi resta a disposizione, ossia 23.000 € li investo in un portafoglio di ETF mediamente bilanciato.

Direi tra 55% e 70% di azioni e il resto in obbligazioni.

Per semplicità usiamo il solito buon vecchio 60/40 e facciamo:

– 14.000 € in un Vanguard FTSE All World, quindi azionario Globale, 58% Stati Uniti e 42% tra Paesi sviluppati ed emergenti e

– 7.000 € in un Xtrackers Euro Government Bonds, quindi titoli di stato Europei a media scadenza (duration circa 7 anni);

E poi in questo portafoglio mettiamo i nostri 600 € al mese di risparmio supplementare.

Man mano che supereremo i 50.000, 100.000, 200.000 € e così via, valuteremo di diversificare ulteriormente il portafoglio, con ETF azionari legati a singole regioni geografiche (Stati Uniti, Europa, Giappone, Paesi Emergenti e così via), altri ETF obbligazionari (globali, aggregate e magari high yield) e perché no? Qualcosa su Oro e materie prime.

Ma c’è anche da dire che se volessimo rimanere tutta la vita con un 60/40 fatto di questi due ETF molto grandi e liquidi, non sarebbe sicuramente una scelta sciagurata.

IDEA DUE, invece:

posso avere un approccio un po’ più conservativo, mettere maggiormente al riparo i costi universitari del primo figlio che arriveranno tra 5 anni e magari fare una roba così:

– 3.000 € in un BTP con scadenza dicembre 2028

– 3.000 € in un BTP con scadenza dicembre 2029

– 4.000 € in un BTP con scadenza dicembre 2030

Così questi 10.000 € sono a posto almeno per gestire tutto il corso di laurea triennale.

Poi è chiaro che dipende in che Università andrà.

Se vorrà fare Economia alla Statale di Milano pagherà al massimo 4.000 € all’anno se i genitori rientrano nella fascia di reddito massima (e non è questo il caso).
La retta annuale media invece è più intorno ai 1.500 — 2.000 (+ ovviamente libri e tutto il resto).

Se vorrà invece fare, che ne so, Economia in Bocconi, beh lì partono 15-16.000 € all’anno come niente.

Naturalmente se l’obiettivo è mandare mio figlio alla Bocconi, servirà una pianificazione finanziaria ad hoc.

I signori Mulino e Bianco si sono svegliati un po’ tardi, ma se avete figli piccoli e fate loro un piano di accumulo da 100 € al mese sull’azionario globale per i prossimi 15 anni, la Bocconi non glie la pagate comunque per intero ma sicuramente partite con un bel tesoretto.

Questa tra l’altro è una cosa molto americana.

Come ricorderete dall’episodio 58 su Dave Ramsey, e come abbiamo imparato nei mille film e in tutte le serie americane di cui ci siamo abbuffati per una vita, la famiglia tipo Americana ha sempre una villetta a 3 piani con 14 stanze, l’auto parcheggiata nel vialetto, il barbecue sul retro e il fondo per il college.

Lì l’Università privata ha delle cifre devastanti.

Se parliamo di Ivy League, quindi delle Università leggendarie come Harvard, Yale, Princeton e così via, o delle altrettanto mega costose università della West Coast come Standford o Berkley, è facile pagare anche 50.000 dollari l’anno solo per la retta universitaria, senza contare l’alloggio, i libri e tutto il resto.

Ma anche senza arrivare a questi estremi di università di super élite, cmq 100.000 dollari per un corso di studi di 4 anni sono il minimo sindacale.

Qua da noi una buona università Statale permette di laurearsi con un decimo di quell’importo.

E come già detto allora, Bocconi a parte, in Italia abbiamo eccellenti Università pubbliche e un laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano ha praticamente la stessa preparazione di chi ha speso 200.000 dollari e fischia per laurearsi alla CalTech.

Fine della digressione universitaria, oggi sono on-fire sui consigli di orientamento formativo per i giovani.

Cmq dicevamo che con questa seconda opzione abbiamo messo in saccoccia i 10.000 € per l’università, ci restano quindi 12.000 € e a sto punto li mettiamo tutti in Vanguard FTSE All World e poi continuiamo con il piano di accumulo 100% azionario.

Quando ci avvicineremo alla scadenza della prima obbligazione, a quel punto cominceremo magari a inserire anche ETF obbligazionari nel portafoglio, oppure valuteremo di replicare lo stesso meccanismo per l’Università del secondo figlio.

Ultime due cose prima di chiudere.

UNO

Sarebbe cosa buona e giusta che i due aprissero un fondo pensione chiuso.

Ammettiamo che lavorino nel settore dei servizi, avranno quindi accesso a Fon.te, verseranno lì il TFR e opteranno per il contributo volontario che permetterà loro di avere accesso al contributo aggiuntivo del datore di lavoro.

Qui poi la scelta è molto soggettiva.

Possono decidere di massimizzare il loro contributo fino a 5164 € a testa all’anno, per avere tutta la deducibilità fiscale, oppure mettere un importo minimo, giusto per avere il contributo aggiuntivo del datore di lavoro, e guadagnare anzianità contributiva, salvo poi decidere in futuro di aumentare i versamenti volontari man mano che si avvicineranno alla pensione.

Se però oggi investissero 5164 euro all’anno a testa nel fondo pensione non resterebbe nulla per l’investimento nel loro portafoglio.

Sappiamo che il fondo pensione chiuso è una buona cosa, ma è anche vero che ha più costi, è una gestione patrimoniale con inefficienze annesse, a parità di asset allocation di solito performa peggio perché comunque il gestore di un fondo pensione tenderà ad essere iperconservativo anche nei comparti più dinamici (altrimenti non mi spiego il senso di utilizzare prodotti con copertura valutaria o roba del genere) e quindi investire SOLO nel fondo pensione probabilmente sarebbe una scelta subottimale.

Oltre al fatto che, come sapete, i soldi nel fondo pensione sono vincolati, puoi ritirarne una parte solo dopo 8 anni e così via, mentre i nostri due buoni amici devono poter disporre del loro capitale sempre e comunque.

SECONDA COSA

Non abbiamo previsto niente per i due figlioletti.

O meglio.

Abbiamo previsto comunque qualche ragionamento in vista dell’università.

Però non abbiamo pensato per loro ad alcun piano di accumulo.

Per come è messa questa famiglia, dato il reddito e le spese che hanno, non è che resti molto a questo scopo.

Però volendo qualcosa si può fare.

Ricapitolando abbiamo:

– Circa 600 € liberi ogni mese di risparmio;

– Inoltre dal 2028 abbiamo altri 250 € di extra risparmio dovuto al fatto che non c’è più l’auto da pagare.

Magari con qualche attenzione alle spese — e magari uno tra Mulino e Bianco ottiene una promozione al lavoro o si inventa una seconda entrata – 100 euro al mese a testa si riescono a tirare fuori per i due figli e qui si possono aprire due conti titoli (destinati a loro ma intestati ai genitori, magari uno intestato a Mulino e l’altro intestato a Bianco) e via di PAC azionario.

Poi lo sapete, ogni tanto nonni e zii due spicci li sganciano e benché i ragazzi preferirebbero comprarsi la play nuova o, l’iPhone o le sneakers o qualcos’altro, compleanni, natali, cresime e diplomi sono le occasioni ideali per rimpolpare il portafoglio a lunghissimo termine dei marmocchi.

Insomma, così dovremmo aver messo assieme tutti i pezzi.

Proviamo a fare una proiezione a spanne, quindi con un gigantesco margine di errore, ma giusto per avere l’ordine di grandezza.

Prendiamo il caso più semplice, quindi l’opzione in cui i 23.000 € che avanzano vengono investiti in un 60/40, con un pac aggiuntivo di 500 € al mese.

Poi abbiamo 100 € al mese che vanno nel fondo pensione, a cui si aggiungono diciamo altri 100 € da parte del datore di lavoro e altri circa 450 € al mese che arrivano dai due TFR versati nel fondo.

Diciamo che il portafoglio renda il 6% all’anno e che il fondo pensione generi un più conservativo 4% (così incorporiamo l’inefficienza del fondo attivo e le tasse della gestione patrimoniale), ridendo e scherzando tra trent’anni i signori Mulino e Bianco potrebbero stimare di avere:

– 637.000 € nel loro portafoglio e

– 460.000 € nel fondo pensione.

Se poi i due ragazzi si sono beccati anche solo 100 € a testa al mese in un portafoglietto 100% sull’azionario globale, ecco che trent’anni dopo avrebbero circa 150.000 € a testa.

Stimando un 3% di inflazione all’anno, naturalmente i valori reali tra 30 anni saranno meno wow, perché dobbiamo considerare un 60% in meno rispetto al valore nominale.

Ricordatevi sempre, come rule of thumb come si dice, cioè come regola a spanne, che con un’inflazione media al 3% il valore dei vostri soldi si dimezza ogni 24 anni.

Quindi il milione e fischia di Mulino e Bianco in realtà valgono circa 400-450.000 € in termini attuali, mentre i 150.000 € a testa dei due figli sono in realtà circa 60-65.000 € aggiustati per inflazione.

Decisamente meno però meglio che un calcio in culo no?

Bene si conclude così la prima The Bull Challange, in cui ciascuno di voi si è potuto cimentare in questo esercizietto di pianificazione che penso possa essere utile per poi trasportarlo nell’effettiva situazione in cui vi trovate.

Chiaramente non c’è UNA soluzione giusta per questa pianificazione finanziaria.

Ce ne possono essere diverse a seconda di obiettivi, tolleranza al rischio, orizzonte temporale e così via.

Abbiamo però visto una situazione abbastanza comune comprensiva di molte delle tematiche tipiche che rientrano nel processo di pianificazione finanziaria di una famiglia comune, con reddito e spese nella media e che ciononostante può comunque pensare di costruirsi un futuro finanziariamente più sereno per sé e per i propri figli.

Prima di chiudere, permettetemi di ricordavi il link negli shownote dell’episodio per fare un check alle vostre bollette e capire se in giro c’è qualche fornitore che può farvi risparmiare qualche centinaio di euro ogni anno tra luce, gas, internet e cellulare, grazie al servizio GRATUITO di Switcho.

Se le vostre tariffe sono già le migliori, meglio così, altrimenti Switcho vi trova i fornitori più convenienti e si smazza tutto il cambio senza che voi dobbiate fare nulla.

Se usate il link, voi non pagate niente ma The Bull riceverà una commissione così corposa che quando apro il mio home banking devo mettere due schermi uno di fianco all’altro altrimenti i troppi zeri non ci stanno in uno solo.

Altrimenti, come sempre, usate Switcho senza che io mi cucchi un solo euro andando direttamente sul loro sito e facendo tutto da lì.

Detto questo, grazie a tutti quelli che mi hanno mandato le proprie proposte, prometto che finirò di rispondere a tutti coloro che mancano, datemi un po’ di tempo perché non ci sto più dentro ma ce la faremo!

Grazie invece come sempre a tutto il vasto pubblico di The Bull, ringraziarvi due volte a settimana è una delle mie attività preferite perché senza di voi tutto questo non esisterebbe e io mi ritroverei a parlare di finanza al mio gatto Sheldon che però è più per lo stock picking e il trading e quindi non andiamo d’accordo.

E se volete evitarmi questa scena pietosa, mettete segui e attivate le notifiche su Spotify, Apple Podcast e così via e lasciate una recensione a 5 stelle per supportarci e permetterci di continuare a produrre contenuti che vanno a fare i conti in tasca a famiglie immaginarie dai cognomi così improbabili che la foto del loro citofono finirebbe sul canale di Commenti Memorabili sempre nuovi.

Per questo episodio, invece, è davvero tutto e noi ci ritroviamo con la prossima tappa del nostro viaggio insieme all’interno del mondo dei soldi, del risparmio e degli investimenti, sempre qui, naturalmente, con The Bull, il tuo podcast di finanza personale.

Recensioni

Quando capisci come funziona la finanza… ti viene voglia di raccontarla!

Non sono solito a mettere recensioni e specialmente non ascolto podcast, ma da quando ho iniziato questo, faccio fatica a staccarmi, e quasi non posso più fare a meno di ascoltare e arricchirmi culturalmente.

Andrea V., 22 Set 2025

Dovrebbero ascoltarlo buona parte degli italiani e io avrei dovuto scoprirlo con qualche anno in anticipo ma meglio tardi che mai

Matteo C., 3 Set 2025

La mia ignoranza in materia mi ha sempre creato dei dubbi, ma grazie a un amico ho iniziato ad ascoltare il podcast. Per fortuna che ho 24 anni e un po' di tempo e soldi da dedicarmi a imparare le varie nozioni per me stesso. Grazie mille!

Luca G. 10 Ott 2025

Podcast che dà sempre spunti interessanti che personalmente mi ha fatto appassionare alla finanza personale spingendomi ad approfondire in prima persona.

Lorenzo, 13 Mar 2025

Podcast piacevole, scorre veloce ma in modo estremamente chiaro, spiega i concetti chiave per gestire le proprie finanze, fornendo la classica cassetta degli attrezzi. Complimenti, davvero ben fatto!

Massimiliano, 29 Mag 2024

Ho seguito tutte le puntate! Grazie veramente

Amalia A., 17 Set 2025

Veramente veramente raccomandato! la finanza personale riassunta alla perfezione! e spiegata partendo dall'ABC! Ottimo anche da ascoltare a velocita 1,5x!

Giorgia R., 23 Gen 2025

Ho acquistato e letto il suo libro e l' ho trovato. Esprime i concetti economici in modo semplice e chiaro. Sentirlo parlare conferma che è un professionista del settore.

Giulia N., 11 Ago 2025

Riccardo mi ha letteralmente cambiato la vita e fatto scoprire che amo la finanza, ho ascoltato il podcast già due volte e non mi stufo mai di ascoltarlo, parla in modo semplice e chiaro

Massimo D., 23 Set 2025
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