Bitcoin, Stablecoin e il futuro del mondo cripto con Gianluigi Guida
In questo episodio di The Bull ospitiamo Gianluigi Guida di Binance Italy per fare ordine sul mondo cripto. Si parte dalle basi: che cos’è Binance nell’ecosistema globale e perché oggi parlare di blockchain non è sinonimo di “speculazione”, ma tecnologia, infrastruttura e nuovi casi d’uso.
Entriamo poi nei nodi che contano davvero: perché Bitcoin è un asset “scarso per design”, cosa significa investire tramite exchange o ETP, e perché stablecoin e tokenizzazione stanno diventando il ponte tra finanza tradizionale e asset digitali.

283. Bitcoin, Stablecoin e il futuro del mondo cripto con Gianluigi Guida
Trascrizione Episodio
Riccardo
Caro Gianluigi, benvenuto a The Bull.
Gianluigi Guida
Grazie, grazie, è un piacere essere qui, grazie per l’invito.
Riccardo
In questo podcast, che è un podcast che parla soprattutto di asset class tradizionali, in questi due anni mi è stato chiesto tantissimo di introdurre di più il discorso sull’ecripto, protagonisti di questo mondo, quindi chi meglio di te che adesso ci racconterà chi sei.
Gianluigi Guida
Con piacere. Attualmente sono l’amministratore delegato di Binance Italy, che è la succursale del gruppo Binance in Italia, ci ha consigliato l’amministrazione, io sono l’amministratore delegato, c’è un bellissimo team qui in Italia, ma in origine io sono avvocato, in realtà sono avvocato sia in Italia che negli Stati Uniti, che ho vissuto anche negli Stati Uniti. Mi hai raccontato che hai girato un po’ il mondo, partendo dal Molise e ritornando al Molise, che esiste, è la prova evidente.
Sì, quindi sono avvocato da… saranno 17 anni che sono avvocato. Poi però, nel 2021, dopo che ho…
sono stato anche al governo, quindi dopo una parentesi al governo, ho lavorato al governo in qualità di consigliere giuridico del ministro per gli affari europei, il professore Paolo Savona, attuale presidente della Consop, è arrivato a Binance, ha bussato la mia porta, era agosto 2021, e dopo una serie abbastanza lunga di colloqui, perché non è facilissimo entrare in Binance, sono entrato inizialmente come senior legal counsel per il sud Europa, e poi a marzo abbiamo costituito la società in Italia, quindi marzo 2022, venne a visitarci il founder di Binance, CZ, nostro past CEO, e insieme all’allora head of EU, mi chiesero di prendere invece la guida della country dell’Italia e passare quindi dal legal team al business team.
Riccardo
Se qualcuno avesse vissuto in una grotta negli ultimi anni, raccontiamo Binance, chi è nell’ecosistema globale del mondo crypto e non solo, perché poi in realtà Binance non fa solo quello.
Gianluigi Guida
Binance viene identificato come il più grande exchange al mondo, ed è così, il più grande exchange di crypto al mondo, volume medio giornaliero di una media di 100 miliardi di dollari di transato al giorno, è il più grande anche in ordine di asset in custody, under custody, 7-8 volte il secondo, ma non è solo un exchange, in realtà è quasi riduttivo dire che sia solo un exchange, perché è un ecosistema, è un ecosistema blockchain a livello mondiale, offre una varietà di prodotti e servizi in ambito crypto, tra cui, ovviamente l’exchange che è il principale, appunto offre tanti altri prodotti, come ad esempio i prodotti Earn, i prodotti Binance Pay, è veramente un ecosistema, poi ha diversi rami all’interno di questo ecosistema, ci sono diversi rami, c’è il ramo Charity, che appunto si dedica alle opere di beneficenza, c’è il ramo Academy, fondamentale, magari poi parleremo di se hai piacere, che si occupa invece di divulgare un po’ di informazioni e di formazione nell’ambito blockchain e crypto.
Riccardo
C’è bisogno di formazione in Italia su tematiche finanziarie in generale.
Gianluigi Guida
Ma mi dicevi prima che non solo in Europa, ma ora anche a livello di ecosistemi, siamo agli ultimi, l’ultimo, l’ultimo. Se facciamo le cose le facciamo bene in realtà.
Riccardo
Assolutamente sì, ci vuole impegno però per arrivare ultimo. Cosa ti ha portato ad entrare con entrambi i piedi in questo mondo, appunto con un percorso ovviamente che è andato da tutta l’altra parte all’inizio, ma poi cosa ti ha attratto dell’ecosistema che chiamiamo crypto in generale e poi andremo un po’ più nello specifico su cosa significa.
Gianluigi Guida
Questa è una domanda che quattro anni fa mi sono posto anche io e ci ho pensato molto. La storia qual è? È che tornato dagli Stati Uniti, qui parliamo del 2016, e ho iniziato ad assistere delle società in ambito fintech, startup e società in ambito fintech in senso lato.
Tra le quali c’era la società di un mio caro amico, un fondo di investimento basato su blockchain e intelligenza artificiale. Parliamo del 2017. Beh, che cosa è questa blockchain?
Per favore, spiegamelo. E lui quindi mi spiegò questa nuova tecnologia. Parliamo già del 2016, quindi già diversi anni dopo la pubblicazione del famoso paper di bitcoin.
Riccardo
Spiegaci come ti è stata spiegata nel 2017 cos’è la blockchain.
Gianluigi Guida
Allora lui l’ha spiegata nell’ambito del fondo di investimento. Lui me l’ha spiegata nel senso, guarda, è una tecnologia innovativa che permette di, in totale trasparenza, di mantenere le informazioni al sicuro. Quindi il rischio di attacchi hacker praticamente quasi inesistente, quasi, diciamo sempre quasi.
Permette trasferire valore in qualsiasi parte del mondo, basta essere connesso a internet e a un cellulare. Trasferire valore, questo è un punto fondamentale. Con totale sicurezza, trasparenza, immutabilità.
24 ore su 24, 7 su 7, eccetera eccetera. Ma è interessante, perché per un fondo di investimento può essere utile? Perché, lui mi rispose, tracciamo tutte le operazioni che facciamo, che fa il fondo su blockchain, in modo tale che i nostri clienti e partner possano vedere in qualsiasi momento, in totale trasparenza, tutto ciò che facciamo.
Quindi, ma è interessante questo, molto interessante. E ovviamente quella è una nicchia. L’uso della blockchain e gli usi della blockchain sono veramente tanti e diversificati.
E quindi mi avviò questa tecnologia e iniziai ad assisterli in qualità di avvocato, quindi entrai in questo mondo. Prima di allora, mi arriva una telefonata, sempre da lui, io sto ancora negli Stati Uniti, mi ricordo, e mi disse «Ma sentivo parlare di questo bitcoin». «No, Valente, ancora no».
Io stavo alle prese con il master lì all’Università Washington e con l’esame d’avvocato, quindi stavo ovviamente fin qui. E dico «Vabbè dai, poi magari lo compro appena posso». Ho abbassato il telefono e mi sono dimenticato istantaneamente di quello che mi aveva detto.
Quindi io non ho comprato, non sono un investitore, io sono… Sarebbe stata una buona chiamata nel 2017. Assolutamente sì, assolutamente sì.
E quindi sono entrato in questo mondo all’inizio, devo dire, con molte incertezze e cautele. Perché? Perché oggi, vedi, ne parliamo già più liberamente.
E siamo nel 2025. Nel 2021, chi parlava di blockchain, crypto, era un delinquente. Era proprio subito associato a…
ok, è un trafficante di armi, è il spacciatore. Quindi essere associati come professionista, perché poi alla fine ero e sono ancora avvocato, quindi essere associato come professionista a qualcosa che a quei tempi veniva definito e descritto solo come qualcosa utile per i criminali, non è stato assolutamente facile. Però le potenzialità che ho visto in quella tecnologia da allora mi ha dato il coraggio di fare questo salto, di entrare in una società che a quei tempi in Italia non esisteva neanche.
E, ripeto, non è stato semplice perché anche i media erano molto, diciamo, dipingevano molto questa tecnologia come appunto la da pannaggio dei criminali. Quindi non serviva a nessuno se non per riciclare o qualsiasi altro uso illecito. Invece oggi sappiamo che le transazioni che possono essere più o meno identificate come illecite rappresentano forse 0-3% di tutte le transazioni che avvengono su blockchain.
Vediamo invece quante col contante vengono state perfino illecite. Beh c’è una tradizione storica ovviamente di attività illecite col contante. E quindi sì, non è stato facile, però sono assolutamente contento perché ad oggi avere esperienze in questo settore è fondamentale.
Perché si è capito che questa tecnologia in inglese si dice it’s here to stay, nel senso che è arrivata, rimarrà, rimarrà per un bel po’. A me poi non piace parlare di rivoluzione, cioè chi dice è una rivoluzione, a me il termine, l’accessione rivoluzione non mi fa impazzire per un semplice motivo perché a volte è caratterizzata, può avere dei connotati di violenza. Una rivoluzione può essere anche violenta, no?
A me invece piace parlare di evoluzione, perché effettivamente si sta evolvendo il mondo grazie alla tecnologia. Pensiamo all’evoluzione nel settore finanziario, di cui sei esperto ovviamente, e l’impatto è importante, è sotto gli occhi di tutti oramai.
Riccardo
Parliamo dell’elefante nella stanza, perché poi ovviamente non si può far coincidere tutto con Bitcoin, ma Bitcoin chiaramente è il nome più importante di tutto l’ecosistema cripto. E tu hai detto giustamente la tecnologia, it’s here to stay, ma probabilmente anche da persona abbastanza agnostica sul mondo cripto, chi segue il podcast lo sa, credo anch’io che sia qualcosa che difficilmente sparirà dai radar. Però sai è molto polarizzante il tema, perché c’è chi dice ha zero valore perché dal punto di vista della sua definizione finanziaria non produce reddito, non produce cedole e dividendi, quindi semplicemente io lo do a te e spero che domani valga di più, tu spererai che valga di più di quanto l’hai comprato.
Qualcun altro invece che al contrario dice no, ha un grande valore intrinseco, mi vengono date motivazioni diverse su quello che appunto c’è sotto e c’è stata anche una grande adozione istituzionale poi nel tempo che ha corroborato la sua presenza sui mercati. Aiutaci a fare chiarezza diciamo su, tra questi due poli estremi appunto, non vale assolutamente niente uno schema Ponzi nelle versioni più estreme è la valuta del futuro.
Gianluigi Guida
Viene da sorridere schema Ponzi perché è uno degli attacchi che gli viene un grande classico. Partiamo senza andare troppo nei dettagli perché poi la tecnologia non è semplice, è la base del bitcoin, criptografia e altro. Possiamo dire che è un protocollo tecnologico, partiamo col dire questo ed è quello diciamo più famoso ed il primo che effettivamente poi ha aperto la strada a tantissimi altri token basati su blockchain diverse perché bitcoin è basato su blockchain che ad oggi è quella più vasta ed è anche quella più sicura.
Ci ho detto, l’uso e la definizione che si vuole dare bitcoin io penso sia abbastanza personale per ognuno di noi perché c’è chi lo vede come un mezzo di investimento e quindi lo vede come un mezzo speculativo ma speculativo non in un’accezione negativa come l’oro è un investimento, lo compro sperando che cresca di valore e lo rivendo e faccio un profitto in questo senso speculativo. C’è chi invece lo vede effettivamente con qualcosa che ha democratizzato il sistema finanziario, perché questo? Perché ricordiamoci che bitcoin non ha un’entità centrale che ne determina la diffusione, non può essere bloccato, il valore è assolutamente determinato dalla domanda e dall’offerta quindi cosa c’è più democratico di questo?
Nel senso un’entità centrale che da un giorno all’altro possa decidere di produrre più bitcoin e quindi fa scendere il valore, l’inflazione non è caratterizzato da nessuna, da alcuna di queste qualità barra difetti quindi c’è chi lo vede come un mezzo per trasferire valore e quindi crede talmente nella tecnologia che l’ha comprato tempo fa o lo compra anche oggi perché crede nella tecnologia pensa che questo sarà effettivamente il mezzo attraverso cui in futuro si trasferirà valore e pensare che in qualsiasi parte del mondo io posso trasferire a te un satoshi, una parte del bitcoin esclusivamente attraverso un wallet, quindi un’app che è facilmente scaricabile ovunque senza che nessuno possa dirci se farlo o non farlo a queste condizioni se non il mercato per me è un elemento questo veramente rilevante di evoluzione appunto poi ovviamente alcuni stati lo possono vedere effettivamente lo vedono come un pericolo verso, nei confronti della loro stabilità è normale questo no? nei momenti in cui c’è una moneta se lo vuoi intendere come un mezzo di scambio il bitcoin per uno stato non aver controllo sulla moneta che circola nel proprio stato è un pericolo per la stabilità di quello stato no? c’è invece poi chi l’ha visto come alcuni stati del centro-sud america come effettivamente una potenzialità e quindi l’hanno effettivamente legittimato verso i propri cittadini
Riccardo
infatti c’è un piccolo paradosso nel fatto che la stessa argomentazione cioè bitcoin non ha un’autorità centrale può essere usata sia per sostenere la tesi positiva sia per sostenere la critica cioè dire non ha un’autorità centrale quindi non c’è nessuno che può intervenire come una banca centrale se succede qualcosa ed è necessario un intervento umano lascio la replica su questo
Gianluigi Guida
ed è un ottimo punto vedi la sicurezza nel caso di bitcoin ma come nel caso di queste tecnologie basate su blockchain e token come alla base hanno la blockchain è che la sicurezza è data dalla rete stessa certo quindi non è necessaria una entità che garantisca perché la garanzia è data dalla rete stessa nel senso che essendo immutabile le transazioni essendo tracciate, immutabili e sicure grazie proprio alla distribuzione dei nodi qui c’è un po’ più nel test certo e io tecnico non sono poi ci sono ragazzi del team che sono molto migliori di me garantisce che l’informazione che viene trasmessa è quella e non si può neanche tornare indietro tra l’altro quindi l’entità centrale è del tutto superflua perché avviene tutto a livello decentralizzato cioè il registro cosiddetto distribuito che è distribuito su ogni nodo cioè su una rete velocissima non è il registro dove vengono immobilizzate le transazioni non è custodito da un’entità centrale quindi questo è un bene perché appunto viene distribuita l’informazione se un nodo viene attaccato a un registro se viene perso ce ne sono altri migliaia e migliaia e migliaia quindi è sicuro l’informazione è copiata su tutti i nodi da altro punto di vista ciò garantisce l’indipendenza da qualsiasi condizionamento esterno
Riccardo
ma infatti sul tema della sicurezza in sé devo dire che sono sempre abbastanza tiepido quando sento per esempio le ipotesi sulla minaccia del 51% cioè quella possibilità che qualcuno molto grande si approprii del 51% del controllo della rete rendendola di fatto annullando tutti i benefici della decentralizzazione oppure la minaccia del quantum computing che si racconta che un domani potrà essere creata una breccia nel sistema di sicurezza dall’altra parte penso sì ma si evolverà anche la blockchain parallelamente quindi probabilmente dove cresce la minaccia crescono anche gli anticorpi di solito però più a livello se vogliamo macroeconomico perché una delle caratteristiche di bitcoin è che è un asset deflattivo per definizione proprio perché ha una scarsità programmata non si possono fare più di 21 milioni di bitcoin a meno che tutti si mettano d’accordo ma è improbabile di farne di più e quindi andrebbe a contrastare un tema della nostra epoca che è appunto la svalutazione dall’altra parte però ci sono stati momenti nella storia come il 2008 per esempio o durante il covid che c’è stata una catastrofe economica e quindi i governi sono dovuti intervenire scegliendo quale male quindi l’inflazione o una recessione economica in questo caso come si dice pick your pill bisogna capire qual è il male minore quindi chi usa secondo me l’argomentazione del manca un’autorità centrale pensa più a questo genere di dinamiche cioè la possibilità che comunque ci sia un’autorità politica che anche se c’è un certo protocollo che determina certi esiti interviene se in quel momento è necessario per l’economia andare in un’altra direzione quindi forse è un po’ questa la tematica che resta l’ambigua per sé perché immagino non ci sia una risposta univoca sul cos’è giusto e dove sta il punto di equilibrio
Gianluigi Guida
Dipende dai casi immagino in alcuni casi è giusto che ci sia in altri probabilmente è giusto che non ci sia dipende veramente dai casi sul quantum computing attaccherebbe la sarebbe in grado di sciogliere la criptografia in generale non è un problema solo per il bitcoin è un problema per tutto il sistema finanziario attuale non sarebbe solo per la blockchain ma vedi si parla del bitcoin ma appunto bisogna tener presente che noi stiamo indicando la luna io sto indicando la luna e non bisogna vedere il dito bisogna vedere che cosa è nato grazie al bitcoin che cosa ad oggi in che fase siamo bitcoin è on l’ho detto prima ha il merito bitcoin di essere stato il primo a sdovinare questa tecnologia all’inizio solo per una nicchia oggi sempre più persone lo conoscono e conoscono la tecnologia e sai è come negli anni 90 parlare di internet a quei tempi io non so a quante persone importasse sapere il protocollo TCP che cosa fosse ok che cosa ci posso fare e poi l’abbiamo visto che cosa ci posso fare e questo è l’inizio io penso che più si va avanti più si parlerà meno della tecnologia sottostante come funziona perché alla fine non è semplicissimo come dicevamo prima e si parlerà più degli usi e arriverà un momento nel quale si useranno magari i stable coin o si userà tranquillamente la tecnologia blockchain per acquistare azioni, quote di società in altri paesi e non lo sappiamo neanche che magari le transazioni poi vengono eseguite sulla blockchain
Riccardo
in questa frase che hai detto ci sono almeno 4 episodi indipendenti che si potrebbero fare di approfondimento magari alcune cose le tocchiamo sicuramente sul tema dove siamo oggi 2024 inizio 25 è stato forse un periodo di svolta perché c’è stata l’istituzionalizzazione soprattutto di bitcoin e poi anche di ether si è stato dato accesso anche ai grandi investitori a questo strumento ci sono state iniziative politiche ovviamente l’amministrazione americana è molto crypto friendly, secondo te cos’è cambiato in questi ultimi 18 mesi nella definizione del in che momento ci troviamo dal punto di vista dell’evoluzione crypto a livello globale
Gianluigi Guida
partiamo col dire che dal mio punto di vista è ancora all’inizio ok, al di là dei vari cicli bull bear siamo ancora agli inizi, ripeto è come internet negli anni 90 quindi partiamo da questo presupposto è vero, 2024 è stato un anno importante perché ci sono stati diversi eventi tra cui l’halving del bitcoin quello di cui parlavi prima, cioè la riduzione il sistema deflazionistico che caratterizza il bitcoin che caratterizza bitcoin e attenzione a non mettere il davanti ahahah a me a volte scappa ma in realtà non bisogna mai mettere il davanti al bitcoin che cos’è l’halving ogni 4 anni in media si dimezzano le ricompense che i cosiddetti miners ottengono ogni volta che validano le transazioni detta in termini pratici si dimezzano non l’ammontare di bitcoin questo è un errore che si fa non è che ci sono un milione di bitcoin si dimezza va a 500 mila, no si dimezza la quantità che viene messa sul mercato, che è fissa stabilita dal protocollo da chi ha scritto il protocollo? Il famosissimo Satoshi Nakamoto che tu sai bene
Riccardo
noi lo sappiamo non lo possiamo dire ma lo sappiamo è stato ospite una volta
Gianluigi Guida
ahahah sottofalso o no è tutto codificato quindi c’è stato l’halving e generalmente dall’halving generalmente nella breve storia di bitcoin c’è stata una fase di bull market non ricordo quanti giorni preciso ma basta vedere i dati ora 2024 caratterizzato anche da l’etf negli Stati Uniti sicuramente non scendiamo nel dettaglio dell’etf i tuoi followers sanno abbastanza l’etf negli Stati Uniti quindi la possibilità di acquistare bitcoin non direttamente qui forse un approfondimento lo facciamo se abbiamo tempo ma attraverso appunto società professionali
Riccardo
e ebit che è il ticker dell’etf di iShares che è stato il primo su bitcoin penso sia stato l’etf che ha avuto la più grossa crescita in termini di volume di qualunque etf nella storia
Gianluigi Guida
anche più di quello dell’oro anche più del primo di State Street quindi altro evento importante che ha aperto le porte anche a chi magari è un po’ a secco della tecnologia ma voleva comunque investigliere attraverso magari il suo investitore di fiducia la sua banca di investimento di fiducia e quindi ha aperto le porte a quello che dicevi prima ha istituzionalizzato gli investimenti in bitcoin e terzo fattore le elezioni negli Stati Uniti è evidente che Trump è assolutamente a favore della tecnologia e qui varebbe la pena anche menzionare il Genius Act collegandoci poi all’estate e quindi questi tre episodi hanno caratterizzato di sicuro il 2024 in questo momento in cui oggi in cui parliamo è al di sotto dei massimi è intorno a 88-90 mila dollari oggi
Riccardo
stiamo registrando prima di Natale quindi ovviamente se poi quando scuotete le episodi a 120 mila non è che è successo qualcosa negli ultimi 5 minuti
Gianluigi Guida
il massimo è raggiunto due mesi fa al massimo 126 dollari parliamo sempre di 1000 dollari ovviamente quindi è evidente che il valore è sceso parlare però di bear market piccola parentesi non financial advice MFA, non diamo a studenti alcun consiglio finanziario è tutto relativo perché è tutto relativo? perché dal massimo ad oggi il calo c’è, è evidente ma basta vederlo da una prospettiva un po’ più lontana
Gianluigi Guida
Più dall’alto, zoom out si dice no? Per vedere che è un asset che è partito da zero, da zero come valore. Arrivare a 125.000 ma anche solo arrivare appunto a 90.000 dollari di valore è una crescita esponenziale e se si vede appunto il grafico dall’inizio ad oggi dire che è un bear market…
Riccardo
Beh lì sai che c’è una definizione meccanica che a meno del 20% è un bear market, solo che è applicato di solito al mondo azionario dove ovviamente anche la volatilità non è comparabile con quella di Bitcoin. Bitcoin è un asset che nel 2022 forse ha perso 70-80% rispetto al suo picco quindi è soggetto a andamenti di questo tipo anche se è un fatto che negli ultimi anni si è compressa molto, sta diventando un asset più normale rispetto al passato.
Gianluigi Guida
Compresso perché? Perché ci sono più investitori, è ovvio se a un numero minore di investitori corrisponde una più alta oscillazione del prezzo normale, più entrano investitori più si riduce l’oscillazione. Però quello che abbiamo notato in questi cicli è che il massimo di un ciclo precedente generalmente è quasi il minimo di un ciclo successivo perché il massimo del ciclo precedente era sui 70, 67-70 mila dollari.
Ad oggi è comunque 88, quindi comunque di più rispetto al massimo del ciclo precedente e questo è un segnale importante. Poi ripeto, si parla di Bitcoin ma c’è un mondo attorno al Bitcoin, si può parlare tantissimi altri token che hanno un’impattante.
Riccardo
Diciamo che questo è quello proprio più finanziariamente rilevante perché poi è forse l’unica vera criptovaluta, intanto sento dire che esiste una sola criptovaluta e gli altri sono asset digitale, cryptoasset che è un discorso diverso perché Ethereum per esempio che è la seconda cripto più importante però ha aperto la strada a tutta una serie di altre cose come ad esempio di smart contract, c’è quindi una tecnologia molto diversa che ha emanazioni in altri ambiti che non sono strettamente evidenziali.
Bitcoin ha un ruolo importante perché va un po’ a cambiare la narrativa anche sulle politiche monetarie, quindi sul sito, sulla home page del Wall Street Journal dove ci sono tutti gli asset principali in alto, adesso c’è anche Bitcoin e non mi sembra ci siano altre criptovalute. Non avresti mai detto quattro anni fa? No assolutamente, assolutamente non l’avrei mai detto, c’è stata un’accelerazione molto importante, tanto che qualche episodio fa citando altri fece la battuta che prima si diceva che Bitcoin era Digital Gold a un certo punto, quindi una store of value però con caratteristiche digitali, adesso molto spesso si dice che l’oro è physical Bitcoin da quanto spesso si può invertire la prospettiva.
Sono associati l’oro e Bitcoin nell’immaginario comune, una cosa vecchissima come il mondo e la sua evoluzione più futuristica. Cosa ne pensate voi appunto di questa associazione, analogie, differenze, che ruolo possono avere entrambi, per esempio in un portafoglio che oggi deve tener conto probabilmente di logiche diverse rispetto a quelle del passato, quando uno pensa anche alla propria diversificazione?
Gianluigi Guida
Ottima domanda, partiamo dal presupposto che come regola generale la diversificazione è fondamentale in qualsiasi portafoglio. Io penso che siamo in una fase in cui ci piace pensare alle cose digitali, a digitalizzare un po’ quello che ci circonda, però oro e Bitcoin dal mio personale punto di vista sono separati, sono due cose separate, per tanti motivi magari hanno in comune che sono entrambi il valore definito da un’offerta sicuramente e possono essere identificati come solo value entrambi, oramai Bitcoin viene definito tale e sono scarsi entrambi per motivi diversi. L’oro è in natura, non si sa quanto ce n’è ma si sa che è abbastanza scarso, c’è un tetto, può succedere che arrivi un meteorite sperando che non ci faccia estinguere, carico di oro, e magari aumenterà di tanto l’offerta, la disponibilità che il valore, questo non si può sapere.
Riccardo
Aggiungo un asterisco su questo un po’ geeky, però si dice sempre che l’oro è scarso in natura, in realtà è volutamente tenuto scarso, perché se se ne volesse estrarre di più si potrebbe fare, però ovviamente ci sono delle logiche per cui chi estrae decide quando ha senso fare e quando no, quindi c’è una componente non naturale nella scarsità dell’oro.
Gianluigi Guida
Ottimo punto, oggettivamente è proprio scarso dell’inassondamento. Bitcoin è scarso perché il codice originario ha stabilito che deve essere scarso, ce ne saranno 21 milioni, punto basta, e se pensi quanti abitanti ci sono sulla terra, 21 milioni in realtà sono pochi bitcoin rispetto al numero di abitanti sulla terra, quindi ci sono degli elementi oggettivamente che li accomunano, ma allo stesso tempo sono diversi, l’oro è fisico, bitcoin è nativamente digitale, non esiste in natura, quindi è un asset molto più orientato verso il futuro, l’oro esiste da migliaia di anni, viene usato come mezzo di scambio da migliaia di anni, esiste sulla terra dall’origine, diciamo l’uomo lo usa come mezzo di scambio da migliaia di anni, bitcoin è recentissimo, quindi io li terrei in tutta onestà separati come definizione, però a livello di investimento hanno oggettivamente degli elementi in comune, appunto quello di magari aiutare a diversificare il portafoglio, chi crede nella tecnologia fa bene investire in bitcoin, chi crede che l’oro continuerà ad essere diciamo il mezzo principale per gli scambi in futuro come riserve valore fa benissimo investire in oro, io non sono, si chiamano i massimalisti di bitcoin, poi tra l’altro io lavoro nell’ambito, c’è gente che invece è nata proprio con il paper di bitcoin, crede proprio veramente dentro e per l’oro non esiste nient’altro se non bitcoin, invece bisogna guardare un po’ più a lungo termine e con una prospettiva un po’ più ampia dei vari usi che si farà, quindi non solo di bitcoin ma della tecnologia, quindi ripeto li manterrei un po’ distanti, ma se li vogliamo vedere come mezzi di investimento sono assolutamente entrambi dei mezzi di investimento validi per motivi diversi, crescita di bitcoin e chi ha investito anni e anni fa ovviamente ha fatto una scelta giusta.
Riccardo
Oggi diciamo è più improbabile che abbia quel tipo di crescita esponenziale perché diventerebbe più grande del di tutta la ricchezza mondiale a un certo punto, mai dire mai, però a un certo punto il problema delle crescite esponenziali che poi diventano troppo troppo grandi, effettivamente i tassi di crescita si sono un po’ più normalizzati, forse l’investment case più significativo è un tema di diversificazione del portafoglio, negli ultimi anni si sono affermati anche tanti asset manager tradizionali, anche la stessa Vanguard che era sempre stata super scettica mese scorso ha aperto la possibilità di investire anche in cripto, in particolare in bitcoin e quel 1, 2, 5 per cento del portafoglio, ovviamente nessuno consiglia avere metà del portafoglio in un asset molto molto volatile, però effettivamente può dare benefici proprio in termini di diversificazione in un momento in cui le asset classe tradizionali, bisogna riconoscere, sono molto correlate tra di loro e quindi quello che era diversificante magari vent’anni fa oggi non è detto così.
Gianluigi Guida
In questo si nota che c’è più correlazione ad oggi rispetto al passato tra gli asset nuovi digitali e gli asset tradizionali, c’è più correlazione, questo è abbastanza evidente. Però sì sono assolutamente d’accordo, poi ripeto dipende sempre ognuno di noi che intenzioni ha, ha dei propri investimenti, ma sono entrambi dei mezzi assolutamente attuali, attualissimi per investire.
Riccardo
Faccio una domanda prima all’amministratore delegato di Binance Italia e poi all’avvocato, la prima è un po’ più tecnica, banalmente quali sono i metodi principali per investire in bitcoin o in altre crypto?
Gianluigi Guida
Allora ad oggi sono tre, diciamo quelli principali. Il primo che mi sento nominare è quello di passare attraverso un exchange, exchange che ci tengo a sottolineare sia il più compliant, conforme alle normative possibile, perché questo ovviamente offre sicurezza di dove stiamo trasferendo i nostri soldi. Qui apro una parentesi, in Italia c’è una normativa VASP che già da diversi anni è andata a regolamentare gli exchange, infatti Binance Italy è regolamente registrata al registro VASP in Italia.
Normativa che viene, ora viene invece, si passa la normativa europea, il regolamento europeo MICAR, Marketing Crypto Asset Regulation, è andata a, mi sfugge il nazionale e quindi c’è la normativa europea a cui gli exchange devono conformarsi, Binance nel complesso Binance Europa è nella fase di passaggio da questa normativa locale. Noi siamo regolamentati in diversi stati, in Francia, in Italia, in Spagna, in Polonia, in Svezia, quindi siamo nella fase di passaggio dalle normative locali a quelle europee e si ha tempo fino a giugno. Quindi il primo metodo è quello di passare attraverso exchange regolamentare, più sicuri.
Quindi si acquista direttamente sul mercato Bitcoin o qualsiasi altro crypto asset che si voglia acquistare, ce ne sono tanti ovviamente, tra cui l’hai menzionato prima Ethereum, c’è Bimbi che è il token nativo della blockchain di Binance, ora del tutto decentralizzata e autonoma, ci sono tantissimi altri, Solana, non so come nominarmi alcuni. In questo modo si acquista effettivamente direttamente l’asset passando attraverso un exchange, poi dal wallet dell’exchange si può trasferire sul wallet privato e quindi si porta fuori dall’exchange e si tiene nel wallet che ognuno può avere fisico oppure semplicemente attraverso un’app. Il secondo metodo è quello attraverso gli ETF o i TPI.
In Italia l’ETP non consente l’ETF monoprodotto, l’ETF che è quello che menzionavamo prima ti dà la possibilità di acquistare indirettamente l’asset come attraverso l’intermediario che ti offre questa possibilità. La differenza è che in questo caso non si diventa proprietari di Bitcoin o di qualsiasi altro cryptoasset, ma si diventa proprietari di una partecipazione e l’esposizione al prezzo. Esattamente, non posso acquistando un ETF, partecipando in un ETF, non posso trasferire l’asset sottostante nel mio portafoglio digitale, questo deve essere chiaro.
Il terzo metodo è attraverso la DeFi, che se ne parla anche molto. E’ un mondo veramente, anche questo, estremamente interessante e del tutto ancora all’inizio, anche se ha visto già della crescita notevole. Per farla breve, in questo caso non c’è neanche l’exchange di mezzo, ci sono semplicemente delle app che ti danno la possibilità di esporti a un mercato del tutto libero, senza alcun intermediario, praticamente.
Scambi direttamente sul mercato. E anche in quel caso acquisti effettivamente l’asset, non una partecipazione a uno strumento finanziario.
Riccardo
Diciamo, livello basic forse l’ETP, livello intermedio l’exchange, livello super pro, G di Super Saiyan.
Gianluigi Guida
Però può essere anche l’inverso, perché per alcuni è molto più semplice la DeFi, per quelli veramente esperti, preferiscono andare in DeFi, quelli bravi. Exchange è come ultima istanza, magari vanno sull’ETP.
Riccardo
E’ da purista, ci sta. Grazie. Invece la domanda che volevo fare all’avvocato era, intanto era duplice, era su qual è il quadro normativo di riferimento oggi in Italia sul mondo crypto e poi invece andiamo dall’altra parte dell’Atlantico, perché c’è stata un’iniziativa legislativa in America molto importante che ci riguarda.
Gianluigi Guida
Il quadro in Italia va visto nel complesso europeo, cioè in Europa solo di recente è stata emanata la prima normativa a livello europeo che è andata a regolamentare il settore e si chiama appunto MICAR, Marketing in Crypto Asset Regulation. E’ un regolamento europeo, quindi è direttamente applicabile in tutti gli stati europei, è una normativa uniforme e in quanto tale è la prima normativa al mondo che copre un conglomerato di stati importanti, ossia quelli europei. Al mondo non esiste un esempio simile, ci sono normative molto frammentate.
Ok. Com’era esattamente fino a prima dell’entrata in vigore di questo regolamento in Europa? Prima dell’entrata in vigore del regolamento MICAR in Europa c’erano delle normative locali.
Ogni Stato, voglio dire ogni perché alcuni non ce l’avevano, ma diciamo ogni Stato ha avuto la possibilità di emanare delle norme locali, cioè come efficacia nel proprio Stato. Nell’Italia, in Italia c’è ancora in realtà, perché sia nella fase transitoria tra la normativa locale e quella europea, c’è la normativa WASP, Virtual Asset Service Provider, gli exchange praticamente, che esiste già da diversi anni e che richiede gli operatori, le chiama ancora la normativa valute virtuali, un nome che io su cui non concordo, devo dire la verità, però c’è questa normativa e richiede agli exchange di registrarsi presso l’OHAMA, che è l’organismo identificato per mantenere questo registro, e si è soggetti a diversi obblighi di riportistica, oltre ovviamente a tutti gli obblighi derivanti dalla normativa fiscale, che sono complessissimi.
Chi è nostro utente sa che a fine anno arriva la comunicazione su imposta di bollo, perché noi paghiamo l’imposta di bollo per conto degli utenti, certificazioni, 770, tantissimi obblighi ci sono. Bisogna dichiarare se una crypto. Bisogna dichiarare così, ma è un principio penso basilare di ogni cittadino.
Su qualunque asset. Quindi, si è ora in questa fase di un passaggio da normative locali a normativa alla normativa europea. Tieni presente che queste normative VASP, come ho detto prima, ci sono in diversi stati e sono diverse.
La Spagna è la sua, la Francia è la sua, la Svezia è la sua, la Germania è la sua, quindi prima del MICAR era veramente complesso, e per noi è stato complesso perché noi operiamo in tutta Europa, quindi ci siamo dovuti conformare a diverse normative di diversi stati. Avere solo una normativa come riferimento è assolutamente un vantaggio competitivo, perché ovviamente vai a ottimizzare le risorse. Ottenere una licenza e avere la possibilità di passportarla, si dice, in tutti i stati europei è un vantaggio.
Come sistema tradizionale, io non è che prendo la licenza IMI, non è che la prendo in Italia, in Germania, in Francia, no, ne prendo una in uno stato e poi la passporto in tutti gli altri stati. Quindi assolutamente un vantaggio competitivo, certo non è una normativa perfetta, essendo stata scritta da uomini per definizione, non è perfetta, io ne so qualcosa, perché quando ero al governo ho avuto il privilegio di scrivere una normativa ed è complessissimo, soprattutto in ambito tecnologico, e ci credo, difficilissimo, difficilissimo, perché la normativa insegue sempre la tecnologia, non avviene mai il contrario, non è che prima ci si inventa qualcosa come legge, poi si fa la tecnologia, prima nasce la tecnologia e poi si cerca di, ok, cerchiamo di stabilire un po’ quali sono i perimetri per dare sicurezza ai cittadini, perché a quello servono le norme.
Quindi può sicuramente essere migliorata, e già sono in discussione a livello europeo delle modifiche, si pensa a un iCar2 oppure modificare quello esistente, perché già si è consapevole che può essere non al tempo, non al passo con i tempi e della tecnologia che appunto vediamo l’impatto quotidianamente sempre maggiore, ad esempio la parte relativa all’estable coin può sicuramente essere migliorata. Pensiamo che giganti come Tether ha scelto ad oggi di non offrire i prodotti in Europa a causa della miCar, perché la normativa miCar per le stable coin è molto restrittiva.
Hanno invece avuto favori legislativi in America.
Riccardo
Che era l’altra domanda? Quindi Genius Act e stable coin sono soprattutto la seconda, un concetto molto importante per quello che succederà probabilmente nei prossimi anni. Aiutaci a inquadrare questo mondo che è molto complesso, ma dacci lo snashot.
Gianluigi Guida
Sì, ma in effetti sì, anche in questo caso è complesso, ma secondo me poi vedendola un po’ dall’alto non è così difficile da comprendere, nel senso che negli Stati Uniti c’è una normativa si chiama Genius Act, ma il nome credo sia stato più azzeccato, ora dirò anche perché, che permette a operatori privati, nell’ambito del perimetro regolamentare stabilito da questo Genius Act, di emettere stable coin. Che sono stable coin?
Sono asset basati su blockchain, quindi crypto, il cui valore però è ancorato, si dice, a degli asset di riferimento. Generalmente sono ancorati alle cosiddette monete fiat, sappiamo fiat non c’entra nulla alla società, le macchine non c’entrano, ma fiat sono le monete a venticorso legale. Dollaro, euro e quant’altro.
USDT, Tether, è ancorata al dollaro. Euri, che è una stable coin, non l’euro, è una stable coin. Quindi ha dato la possibilità, ha aperto, chiarendo dei punti fondamentali, ha aperto il mercato a questi operatori nel poter emanare queste, emettere queste stable coin.
Perché il nome stesso è geniale, Genius Act? Perché, cosa avviene? Quando io compro una stable coin, facciamo l’esempio di Tether perché è la stable coin più grande, tra l’altro ci sono degli italiani dietro, dovremmo essere fieri, che però stanno negli Stati Uniti.
Quando io compro un dollaro di USDT, quindi converto un euro in USDT, quello che sto facendo, oltre ad acquistare una cripto con un valore stabile, o meglio stabile in base all’oscillazione del dollaro. Se il dollaro oscilla, oscilla anche USDT. Sto finanziando il debito pubblico americano, e questa è la genialata, e perciò secondo me il nome è molto molto molto azzeccato.
Perché lo sto finanziando? Perché USDT, come altre stable coin, cosa fanno? Per garantire il valore 1 ad 1 di un dollaro, 1 USDT, o un euro, 1 USDT, che fanno?
Ovviamente col cambio. Facciamo un dollaro, un dollaro che è più semplice, un dollaro, 1 USDT. Per garantire che effettivamente sempre c’è dietro sostanza, con il dollaro ricevuto acquistano titoli di Stato americano, e quindi finanziano il debito pubblico americano.
Ora immagina se tu questo puoi farlo non solo negli Stati Uniti, ma lo puoi fare in qualsiasi parte del mondo, chiunque lo può fare in qualsiasi parte del mondo, basta che ha un cellulare. Chiunque nel mondo può comprare USDT e quindi finanziare il debito pubblico americano. Non solo, ma può anche diffondere il dollaro, perché comunque USDT è collegato al dollaro, senza considerare tutti i benefici che derivano dall’uso del stable coin, quindi è assolutamente geniale.
Riccardo
Con 36 trillion di debito pubblico diciamo c’era un certo interesse.
Gianluigi Guida
Assolutamente, cosa invece in Europa siamo un po’ indietro, perché non c’è ancora un debito pubblico europeo, men che meno viene data oggi la possibilità di acquistare stable coin e finanziare indirettamente il debito pubblico europeo, non esiste un debito europeo.
Riccardo
In Europa si stanno un po’ nella direzione invece dell’euro digitale, invece che aprire a player privati e lasciarlo gestito da un’entità pubblica, come vedi questa prospettiva che è molto europea. Sì, è molto attuale.
Gianluigi Guida
Dunque da un lato è lodevole assolutamente che l’Europa tenti di affrancarsi da società private americane. Perché dico questo? Perché Visa e Mastercard sono società private americane su cui noi facciamo affidamento quotidianamente, cioè nelle transazioni, nel pagamento con carta.
Qual è la motivazione che viene spesso citata per l’euro digitale? Proprio esattamente questa, la possibilità di affrancarsi dalle società private, siamo americane o non, in questo caso ovviamente americana, per avere più autonomia in un futuro. Ed è assolutamente lodevole questo, io sono d’accordo.
Il punto qual è e come lo si sta facendo? Di euro digitale si sente parlare già da tempo, non si sa quando ancora uscirà, sembra aver letto forse il 2028, non lo so, non è chiarissimo, perché è ancora in evoluzione, sono tanti test da fare, il rischio qual è? E che si arrivi al momento di appunto lanciare l’euro digitale ed è già vecchio.
Perché? Perché non è basato su tecnologia blockchain, a differenza di quello che si possa pensare, non è basato su tecnologia blockchain. Lo sarà in futuro?
Non lo sappiamo. Certo è che vedendo quello che sta succedendo in giro per il mondo in ambito stable coin, che appunto stanno prendendo sempre più piede, giustamente, lanciare qualcosa, tra qualche anno e qui, tre anni in questo settore equivalgono a dodici anni.
In un settore tradizionale e per quanto corrono, corre la tecnologia e tutto ciò che c’è intorno, corre il rischio di essere già vecchio e quindi poi da allora si dovrà iniziare.
Riccardo
Mi ricordo un po’ quando in Italia abbiamo fatto il digitale terrestre, se mi ricordi, che aveva fatto sta roba qua mentre il mondo era già andato avanti di una vita perché serviva a mettere una pezza sul discorso delle reti.
Gianluigi Guida
Quindi io sono d’accordo, mi sento di dire, sono d’accordo con il principio, alla base, è anche giusto cercare di essere più autonomi, va bene, ma lo si deve fare in un modo al passo con i tempi, altrimenti scorre il rischio che non sarà attuale, non so perché dovrei usare l’aero digitale tra tre anni, quando magari i stablecoin ne hanno già preso ampiamente diffusione.
Riccardo
Quali sono le principali applicazioni pratiche di una stablecoin? Perché come funzione è chiaro, io cambio un dollaro con un USDT se uso Tether e Tether al collaterale con titoli di stato e io ho la mia crypto agganciato, pegged to the dollar. Cosa ci faccio poi?
Perché non è un asset speculativo, quello non cresce di valore.
Gianluigi Guida
Lo potreste anche usare se vuoi appunto speculare sul tasso di cambio tra le varie valute, c’è chi lo fa ovviamente. Però no, diciamo, l’uso principale non è quello. L’uso è l’uso che se ne fa di una moneta digitale, cioè con i vantaggi che è basato su blockchain.
Ti posso fare un esempio? Quando io vivevo negli Stati Uniti e avevo due conti ovviamente, il mio italiano e uno negli Stati Uniti e per trasferirmi, per trasferire denaro dal mio conto, il mio personale italiano, al mio conto personale americano. Casino immagino.
Ci volevano, se andava bene, quattro giorni, poi ci devi considerare lavorativi, quindi weekend di mezzo, a un costo rilevante. Ora non mi ricordo di preciso, ma non erano due o tre euro. Si parlava di 30-40 dollari a transazione, se non di più, quindi impattante.
Con le Stablecoin questo non avviene. Io posso trasferirmi se ho due wallet diversi, cioè in realtà io con il mio stesso wallet. Faccio un esempio tramite, va che è più semplice.
Se tu sei in Giappone, io ti posso trasferire Stablecoin, quindi praticamente dollari, se parliamo di USDT, con lo stesso valore del dollaro, istantaneamente, in teoria anche senza intermediari, perché se entrambi, io li mando a te sul nostro wallet personale, sulla nostra, certo, non abbiamo bisogno neanche di un exchange, di nulla. Magari solo all’inso per cambiarle, ma tra l’altro se si vende fai manco. Quindi te le posso inviare direttamente e a te arriverà quella a montare, con delle commissioni quasi nulle, cioè se lo fai attraverso Binance, praticamente sono nulle, tra lo stessi utenti Binance, istantaneamente, stesso valore, sicurezza garantita dalla blockchain stessa, dalla tecnologia.
Questo per me è un’evoluzione, non voglio dire rivoluzione, ma è un’evoluzione rilevante, impattante, proprio nel quotidiano. Pensa ad esempio, tantissime persone vivono all’estero, che vogliono ad esempio mandare i soldi alle famiglie, lo fanno così, gli costa quasi nulla, praticamente, e il ricevente riceve dollari. Certo.
Se pensiamo agli stati dove c’è un’inflazione galoppante, soprattutto paesi emergenti o anche non emergenti, come mettere che le persone lì ricevono un asset che ha il valore del dollaro e collegandomi a questo un altro uso esattamente, diciamo, di proteggersi contro l’inflazione. Nei stati dove c’è inflazione, e io ho la possibilità, grazie a un cellulare ed internet, di acquistare di fatto dollari, perché acquisto un cryptoasset legato al valore del dollaro, stabile. È più pratico che cambiarlo in banca.
Poi c’era il mercato nero e il resto, molti stati non lo permettevano. Oggi lo possono fare, e facendo, acquistando USDT o USDC, insomma le varie coin pegged al dollaro, si proteggono dall’inflazione. È un uso anche questo da noi poco evidente.
Non siamo soggetti, per fortuna, a questi sbalzi, ma in quegli stati è importantissimo. Poi ovviamente anche nei mercati c’è chi, tra un trade e l’altro, converte in stable, cioè non fa ramp off, come si chiama, cioè non esce dal sistema, rimane nel sistema, convertendo l’asset bitcoin, perché abbiamo parlato di bitcoin, in stable, e poi riacquista bitcoin. Sono diversi usi, ma per me nei pagamenti, nel trasferimento di valore è evidente, cioè proprio…
Riccardo
Invece una domanda che volevo farti, su cui so che sei particolarmente sensibile. Si parla sempre di più di tokenizzazione del mondo finanziario. Spiegaci cosa significa, perché si può applicare proprio al mondo della finanza come lo conosciamo, non solo al mondo crypto.
Gianluigi Guida
Assolutamente sì, ed è uno degli usi più impattanti che si vede di questa nuova tecnologia della blockchain. Posso raccontarti una storia velocemente? Devi!
Allora, conoscerai il crowd funding. Certo. Crowd funding dà la possibilità di donare qualcosa, degli euro, ad un progetto.
E il progetto in cambio ti dà magari la prima tazza che c’è. E’ ancora l’idea del crowd funding. Quando ero negli Stati Uniti, feci la tesi sull’equity crowd funding, in cui tra l’altro l’Italia è stata pioniera.
Perché? Perché l’Italia fu uno dei primi Stati a emanare una normativa che è andò a regolamentare, è ancora valida, ancora vigente, l’equity crowd funding. A differenza del crowd funding, l’equity crowd funding ti dà la possibilità di acquistare quote di una startup.
Quindi diventi effettivamente titolare della quota della società. Negli Stati Uniti questo era ancora all’inizio, quando io ero lì. E quindi feci questa tesi, la differenza tra l’equity crowd funding in Italia e l’equity crowd funding negli Stati Uniti.
E lì anche poi c’è stata la normativa. E mentre ero lì, dopo aver ricevuto la telefonata di quel mio amico, ho detto vabbè andiamo a vedere un po’ poi alla fine che cosa è questa tecnologia. Ho pensato bene, il passo successivo all’equity crowd funding è quello di utilizzare la blockchain per acquistare quote di società in totale sicurezza, con tutti i benefici, ripetiamo, la tecnologia trasparenza 24 su 24 eccetera eccetera.
Ma la cosa più interessante è che si può fare in qualsiasi parte del mondo. Cioè se io sono in Italia posso, premesso che ci sia un quadro normativo che mi dia questa possibilità, di acquistare quote di una startup a Tokyo. Qualsiasi altra parte del mondo.
Perché? Perché proprio grazie alla tecnologia che mi permette, questa tecnologia permette di farlo. Cioè la tecnologia già permette di farlo.
Manca magari appunto un quadro riferimento internazionale, ma teoricamente io posso tokenizzare, quindi trasferire, rappresentare, in realtà parola giusta, rappresentare le quote della mia società su blockchain. Associare dei token a questa quota, a queste quote, e metterle sul mercato. Hai la possibilità a chiunque, attraverso appunto la blockchain, di acquistare le quote della mia società.
Riccardo
Che è quello che fai quando ti quote in borsa.
Gianluigi Guida
Praticamente sì, ma con il beneficio che tu hai la tecnologia come associatante della quota, con tutti questi benefici, quindi apre delle possibilità enormi, soprattutto a livello di secondario.
Riccardo
Sì.
Gianluigi Guida
Perché avendo la quota io sul cellulare la posso trasferire a chiunque e chiunque l’acquista è sicuro che è quella. Perché è tutto tracciabile, il beneficio è che è tutto tracciato. E quindi posso andare al ritroso e sapere quella quota effettivamente è quel token, che cosa ha fatto.
Ora, questo per quanto riguarda strumenti finanziari, quando appunto parliamo di una quota, ma posso tokenizzare qualsiasi altra cosa. Real world asset, di questo stiamo parlando. Posso tokenizzare un orologio?
Certo. Io voglio investire su un orologio, ok? Ma non voglio spendere 50.000 euro per acquistare tutto l’orologio. Posso acquistare invece una frazione di quell’orologio, 1.000 euro, che mi viene rappresentato attraverso token. Io quel token lo posso spostare come voglio, a chi voglio, senza necessità di alcun intermediario, questo è incredibile. Però assolutamente la tokenizzazione degli asset finanziari in generale porta anche altri benefici, quali ad esempio risparmio nel set, velocità, sicurezza, eccetera, eccetera.
Però gli usi sono… posso anche tokenizzare un cavallo da corsa. Certo.
Voglio investire su quel cavallo, senza avere il cavallo vero e proprio, essendo sicuro che poi è quello, il token rappresenta quel cavallo lì. E dove siamo oggi secondo te in questo processo? Allora, ci sono già diverse società che offrono questo, assolutamente, questi servizi li offrono già.
Bisogna far capire ancora alla maggior parte del pubblico che esiste questa possibilità e che si andrà sempre di più verso quella direzione. Sul fatto che la blockchain sia diventi parte del sistema finanziario non c’è dubbio. Sì, sì.
Basta vedere i nomi, i grandi nomi che ci sono dentro oramai, non c’è alcun dubbio. Però appunto anche aprire le porte ad altri tipi di investimento, siamo all’inizio, ma si andrà sempre di più in quella direzione, assolutamente, non ho dubbi su questo.
Riccardo
Faccio l’ultima domanda. Tu sei appunto stato chiamato a guidare Binance in Italia, da che c’era poco e niente, poi ovviamente sta crescendo molto. Qual è l’obiettivo di Binance qui?
Che cosa, qual è la sua visione sull’Italia, poi in generale sull’Europa e sul mondo?
Gianluigi Guida
Tra i nostri principi c’è la freedom of money, c’è la possibilità a chiunque di poter beneficiare del sistema finanziario anche laddove non ci fosse la possibilità di accedervi. Questo è uno dei principi fondamentali di Binance, cioè portare questa tecnologia e gli usi che derivano da questa tecnologia su più larga scala, dare la possibilità a tante persone che ad esempio nel mondo ci sono tantissimi unbanked e underbanked. E ripeto qui in Europa noi non lo percepiamo tanto, ma la sagana è maggior parte del mondo in realtà, non è come l’Europa.
Invece questa nuova tecnologia per i motivi di cui abbiamo parlato fino ad ora dà la possibilità anche a queste persone di accedere al sistema finanziario e quindi gli dà freedom of money, gli dà la possibilità di magari mantenere questi balconi e avere una rendita su questi balconi, gli dà la possibilità di trasferire valore a altre persone che magari attraverso il sistema bancario non possono fare perché magari non hanno accesso al sistema bancario.
Quindi questo è uno dei principi fondamentali di Binance e in genere è quello di estendere quando quanto più possibile la conoscenza su questa tecnologia e far sì che appunto si comprenda sempre di più che dire che sei in settore cripto non equivale essere un delinquente, anzi equivale essere una persona che ha capito il futuro su cosa sarà basato.
Riccardo
Quando si diceva che internet era solo per pornografia e gioco d’azzardo, lo use case si è un po’ ampliato.
Gianluigi Guida
Poi sai con ogni oggetto e asset ci sono, puoi compiere gli usi leciti, cioè un ferro da stiro, tanto lo puoi usare per stirare, tanto lo puoi usare per fare cose. Il coltello è quello più evidente, il contante tanto lo puoi usare per pagare una bottiglia d’acqua, tanto per andare a riciclare o favorire criminalità. L’uso purtroppo non sempre è controllabile ma quello che è importante sapere è che solo una minima parte di questa tecnologia ad oggi può essere identificata con degli usi leciti e di sicuro è minore rispetto ai sistemi tradizionali.
L’uso che si fa del contante per scopi leciti è sicuramente maggiore, perché tempo fa nello scandalo alla commissione europea di corruzione trovarono sacchi di contanti e non cripto, ci sarà un motivo no? Perché poi tra l’altro il contante non è tracciabile, le cripto sì. Una volta che tu identifichi il wallet di chi è, addio, sai tutto.
Questo per me ti toccare un punto importante, le forze dell’ordine stanno capendo sempre di più l’importanza di questi sistemi, di questi sistemi tecnologici e stanno capendo sempre di più come scovare truffatori e chi commette i leciti attraverso l’uso del cripto, anche grazie al nostro supporto. È una cosa che non si sa molto. No, infatti non è molto mainstream.
Noi da quando abbiamo costituito Binance Italy, quindi 2022, ad oggi abbiamo risposto a più di 2.000 richieste delle forze dell’ordine, quindi riferibili a più di 2.000 indagini. A livello mondiale parliamo di 70-80.000 richieste, già evase. Offriamo training alle forze dell’ordine, di recente Gianfranco è stato presso la DIA a fare due training.
Gianfranco è il nostro regulatory reporting officer. Noi collaboriamo tanto con le forze dell’ordine perché? Perché non vogliamo che i nostri sistemi vengano utilizzati per i leciti, questo è evidente.
Quindi diciamo, c’è un mondo un po’ diverso rispetto a quello che è stato descritto in passato e oggi un pochino ancora c’è.
Riccardo
Gianluigi, grazie mille per queste ghecchialate, per essere venuto a trovarci e in bocca al lupo per la realizzazione di questa visione.
Gianluigi Guida
Grazie, saluto a tutti.
Recensioni
Quando capisci come funziona la finanza… ti viene voglia di raccontarla!
Da quando l'ho scoperto in 15 gg mi sono ascoltato 150 puntate senza fermarmi, ho annullato gli altri podcast per portarmi alla pari ed ascoltare tutte le precedenti puntate, ben fatto, esattamente il livello di informazione che mi serviva
Gianluca G., 11 Set 2025Dovrebbero ascoltarlo buona parte degli italiani e io avrei dovuto scoprirlo con qualche anno in anticipo ma meglio tardi che mai
Matteo C., 3 Set 2025Podcast che dà sempre spunti interessanti che personalmente mi ha fatto appassionare alla finanza personale spingendomi ad approfondire in prima persona.
Lorenzo, 13 Mar 2025Non sono solito a mettere recensioni e specialmente non ascolto podcast, ma da quando ho iniziato questo, faccio fatica a staccarmi, e quasi non posso più fare a meno di ascoltare e arricchirmi culturalmente.
Andrea V., 22 Set 2025Podcast piacevole, scorre veloce ma in modo estremamente chiaro, spiega i concetti chiave per gestire le proprie finanze, fornendo la classica cassetta degli attrezzi. Complimenti, davvero ben fatto!
Massimiliano, 29 Mag 2024Veramente veramente raccomandato! la finanza personale riassunta alla perfezione! e spiegata partendo dall'ABC! Ottimo anche da ascoltare a velocita 1,5x!
Giorgia R., 23 Gen 2025Ho seguito tutte le puntate! Grazie veramente
Amalia A., 17 Set 2025La mia ignoranza in materia mi ha sempre creato dei dubbi, ma grazie a un amico ho iniziato ad ascoltare il podcast. Per fortuna che ho 24 anni e un po' di tempo e soldi da dedicarmi a imparare le varie nozioni per me stesso. Grazie mille!
Luca G. 10 Ott 2025Ho acquistato e letto il suo libro e l' ho trovato. Esprime i concetti economici in modo semplice e chiaro. Sentirlo parlare conferma che è un professionista del settore.
Giulia N., 11 Ago 2025